Cercando nel labirinto degli specchi

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Saturday, 22 February 2020

Thursday, 14 December 2017

Disegno smembrato

Per esempio, ho conosciuto (direttamente o esercitando la mia supervisione) diverse persone che esprimevano il desiderio di smembramento in forma molto attenuata; tracciavano la figura di una donna nuda, poi tagliavano via braccia, gambe, testa, ecc., e giocavano con queste parti del disegno smembrato. Questo "gioco" era, in realtà, la soddisfazione, realizzata in modo sicuro e innocuo, di un intenso desiderio di smembramento.

E. Fromm, L'aggressione maligna: la necrofilia
in E. Fromm, Anatomia della distruttività umana,
 Mondadori, Milano 1976, p. 413

Friday, 12 May 2017

Tuesday, 8 April 2014

neversnowed

Lontano, lontano, lontano da sé, lontano da tutti, lontano da tutto, prende anch'egli le sue decisioni. Gli altri a cui non può uniformarsi, uomini dal godimento facile, dall'indicibile insignificanza, sprovvisti d'importanza, sprovvisti di logica, egli si terrà in disparte da tale fiera del cattivo gusto; non parteciperà alla loro vana agitazione che non può e non vuole più seguire. Assume un'aria sprezzante, manierata, di chi la sa lunga. Lui è lontano da quel mondo, lontano, solo. Anche di ciò che accade in lui stesso, egli non può integrarsi nulla, tutto ciò che accade in lui è "adibito ad altro" e in rovina. Egli non si assume ciò che racconta. Un disegno atroce (assai poco atroce per lui, essendo un lieve, troppo lieve sostegno per continuare a vivere) egli in seguito lo guarda con aria distratta, incredula, come se non lo riguardasse. Parlerà senza scaldarsi dell'odio contro i suoi persecutori. Egli segnala soltanto. Osserva, distaccato.

[...] 
Un sorriso ironico o triste conclude il racconto del suo dramma che gli hanno fatto esporre, ch'essi non comprenderanno  mai. Distanza.


H. Michaux, Allucinogeni e conoscenza, Rizzoli, Milano 1968, pp. 159-161