Cercando nel labirinto degli specchi

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Monday, 31 December 2018

Sekhmet Anatomy

Sekhmet's Bones
Scheletro di Sekhmet
TWS
(grazie a C0C0 per la sopportazione)

(human skeleton from Ekasapta.me; Simple Wiring Diagram a.k.a. lion's skull from 10.mara-cujas.de - danke)

Wednesday, 30 January 2013

Steamy punk


Aveva al collo una lunga catena di anelli d'argento, chiusa in modo da imitare una cravatta: un cerchio stretto poco sotto l'epiglottide, e il resto della collana che le scendeva tra i seni, fino al bordo della gonna.
Vedendola in topless aspettarlo appoggiata alla sua vecchia scrivania, Felix si prese un colpo.
Ma che cazzo, miss Nix... Su, copriti. Ho visto di meglio.
Ed era vero. Un'ex-neo-adolescente con le tette acerbe e i cosciotti grossi non avrebbe mai potuto impressionarlo, ora che era abituato alla scintillante perfezione artificiale di Los Angeles.
Lei fece spallucce, e rimase lì dov'era, esattamente com'era. Gli sbarrava la strada.
Felix, la cui sigaretta, accesa entrando in camera, cominciava a impuzzare la stanza, non si lasciò intimidire.
Le passò davanti, rasente il muro, finendo comunque per spingerla contro la scrivania.
Se fosse stata in sé, la sua sorellina avrebbe strillato Ehi! e gli avrebbe tirato un cazzotto in pancia. 
Ma visto che ora recitava una parte, decise di sorprenderlo. 
Nix si appoggiò le mani sui fianchi, coperti a stento da un microscopico kilt viola e verde acido che rivelava il pizzo nero degli slip, e lo guardò con fiero odio. 
Allora? disse, fissandolo.
Felix sarebbe scoppiato a riderle in faccia, ma al momento preferiva tenere lo sguardo verso la finestra, che era riuscito ad aprire soltanto per metà - sempre a causa della strategica ingombranza di Nix.
Allora cosa? rispose lui, col suo solito sarcasmo.
Quello stesso sarcasmo che da anni faceva venire voglia a Nix di pestarlo.
Gli diede una sberla sul dorso della mano, facendogli precipitare la sigaretta giù dalla finestra. 
A quanto pare il bastardo aveva una scorta segreta di nicotina, che lei non era riuscita a scovare.
Forza, poeta tormentato. Sei così... maledetto... sottolineò con una certa ironia velata di rabbia. 
Non dovrebbe essere per te un problema, scoparti la sorella, no? 
Prima che Felix potesse contraddirla (e aveva almeno due argomenti eccezionalmente validi con cui farlo: 
1. lei non era sua sorella; 
2. lui non voleva fare sesso con lei),
Nix riprese il suo attacco: Non ti fai problemi a prendere per il culo la tua famiglia... Non ti fai problemi a farti di qualsiasi cosa... Si direbbe che ami distruggere tutto ciò che è sacro! L'amore, la felicità, la salute, fa tutto cagare, per te, vero?! E allora vieni qua e fai a pezzi anche la verginella, su! Tanto per te l'innocenza è una grandissima me...
Il fatto che scoppiò a piangere rovinò il finale.
Nix si trovò a smoccolare sulla giacca intrisa di fumo e devastata dagli anni del suo fratellone, e a Felix non rimase che abbracciarla alla lontana, cercando di non stringerla, per non sentire la sua (semi)nudità.
Allora sono davvero fottuto, disse tra sé e sé. Quella vecchia, cara sensazione di disgusto per sé stesso, che gli era così familiare, ricominciava a salirgli, come un'onda di nausea. 
, confermò Nix, che anche se tremava ancora stava iniziando a calmarsi. Per tutto quel suo nevrotico sfogo aveva tenuto le mani serrate in pugni, premendole contro il petto di Felix, come se avesse voluto sfondarlo per strappargli il cuore.
Grazie tante, piccoletta, ma non parlavo con te, rispose lui, con un tono abbastanza piccato da farle sentire che scherzava. Anche se in realtà non scherzava.
Appunto, fece allora lei, e alzò finalmente gli occhi, impiastricciati dalle lacrime e il mascara colato. Rideva.
Alice Cooper, pensò Felix, in un flash d'ispirazione. 
Poi però non riuscì a pensare altro, perché Nix era stretta a lui, era senza reggiseno o maglietta, e la punta della catena tintinnava contro la sua lampo.

Saturday, 26 January 2013

Whiteout


Che cazzo...
Le pillole piovono giù, una dopo l'altra, disegnando ampi cerchi concentrici nel water.
Nix alza lo sguardo in segno di sfida, poi stappa la fiaschetta, e getta via il liquore.
Vorresti picchiarla, ma non puoi.
È tua sorella, la conosci da una vita.
Un tonfo metallico. 
Ha gettato la fiaschetta nel cestino.
Ti passa accanto, senza guardarti in faccia.
La vodka è andata, tutta, fino all'ultimo goccio.
Puttana.
La afferri per un braccio, e la strattoni verso di te.
La voglia di tirarle un pugno è forte, sempre più forte.
Lei ti guarda, non sembra spaventata.
Dev'essere perché ha lo stesso identico desiderio di massacrarti.
Non le molli il polso, anzi, lo stringi ancora meglio. Deve bruciarle, la pelle, sotto la tua stretta.
Non le urli nulla, è meglio - anche se non avrebbe dovuto osare...
Lei ghigna, non sorride, fissandoti con rabbia - tu te la tiri contro, cercando controvoglia di non farle il male che vorresti...
Ma è Nix a colpirti, in faccia.
Si alza sulle punte, è rapida come una vipera.
Senti la sua bocca premere sulla tua, in un guizzo - un lieve morso al labbro inferiore, e si stacca.
Tu vedi tutto bianco, come un flash nella neve - non ci sono più colori, contorni, o sfumature.
Quel bacio ti congela, e Nix se ne va, in silenzio, come sempre.


Il fumo scioglie la neve?


Quindi, perché l'hai fatto?

Lui guarda la piccoletta, che di colpo si è fatta seria: tiene le braccia incrociate sul petto, e ha la fronte così corrugata da rischiare di causarsi a breve un'emicrania.
Felix scoppia a ridere, involontariamente.
Questo non fa che aumentare l'aggrottamento delle sopracciglia della piccola.
Nix, dai, dammi tregua! Lascia almeno che mi goda la tua...
Lei gli strappa di mano la stagnola che custodisce il prezioso tesoro.
Segno inequivocabile: non mollerà fino a quando non sarà soddisfatta della versione che lui le fornirà.
Sventuratamente, Nix è una bugiarda patologica, e proprio per questo fissata con la verità.
Felix si fruga nelle tasche, fino a quando non trova il pacchetto. Lo apre, ma la sua leggerezza lo allarma subito. 
L'ultima sigaretta. Una Gaulois contro una Nix. La quale, per invogliarlo a parlare, ha appena iniziato a divorare gli ultimi quadretti rimasti. 
Felix emette un lunghissimo, incazzatissimo sospiro, e si arrende.
Perché... te l'ho già detto, che non c'è un vero perché.
Lei lo guarda di sottecchi, e si pulisce gli angoli della bocca sporchi di cioccolata. 
Lentamente, leccandosi le dita. Ha deciso di fargliela pagare salata di lacrime, la stronzetta.
E la sua tortura sta funzionando. La voleva Felix, quella tavoletta, cazzo. 
L'ha sognata ogni giorno, ogni ora, da quando si è trasferito, quando le cose si mettevano male e i postumi finalmente gli davano un po' di tregua, permettendogli di provare di nuovo appetito.
Direttamente da Dublino, cazzo!
Conoscendoti, posso immaginare senza che tu me lo dica, che hai cercato di overdosarti per una cazzata. Però vorrei sapere quale. Così posso risolvertela, e impedirti di ricascarci, spiega lei, lentamente, con la sicurezza di un vecchio saggio.
Felix ribalta il pacchetto e lascia la sigaretta scivolare piano nella sua mano. 
Era da un po' che notavo quanto la mia vita fosse inutile e vuota. Ciò che scrivo di solito fa cagare i grandi capi, e quando leggono qualcosa che li entusiasma... lo passano a un qualche cantante pop che ci fa sopra miliardi, e se ne appropria. Quindi...
Nessuno sa che le sue canzoni preferite sono tue, in realtà, osserva Nix, pensierosa. Non lo guarda, ora, e sembra sinceramente rabbuiata.
E io mi becco meno di venti denari, per vendere ogni volta ai media un pezzettino del mio cuore, aggiunge lui, per sdrammatizzare. Sta per fare il verso a Janis Joplin, ma lei lo fulmina con lo sguardo.
Per cui, quella volta... era stata una settimana senza importanza, e non riuscivo a scrivere. Ogni volta che toccavo un tasto, e vedevo un pizzico di parola stamparsi davanti ai miei occhi, per quanto... (si schiarisce la voca, prima di spararla grossa) ... geniale... fosse... mi veniva voglia di annerirlo con la bronza, per impedirgli di finire in bocca a un qualche sfigato idolo delle ragazzine... 
Ragazzine che non ti si filano proprio, sottolinea lei, facendogli una boccaccia. 
Sei solo gelosa, risponde lui, e poi riprende, più serio del solito.
Ad ogni parola che pronuncia, la sua storia gli sembra sempre più patetica. 
Nix ha ragione a prenderlo per il culo. Ha quasi trent'anni, e si è scolato un cocktail letale in un momento di nera... sindrome premestruale. 
Gesù.
Fino a quando mi è venuto il blocco, e non sono più riuscito a scrivere. E visto che scrivere era l'unico motivo per cui la mia vita sembrava avere una direzione, un senso... 
Nix sta per completargli la frase, ma riesce a trattenersi. Felix la vede serrare le labbra come se qualcuno gliele stesse cucendo.
Ma neanche lui completa la frase. Si appoggia la cicca fra le labbra, e la accende, rubando un fiammifero che Nix ha lasciato allo scoperto sul suo comodino.
Fiammiferi svedesi, osserva. Sei una piromane di classe.
Lei fa un inchino, cadendo solo per un attimo nella botola del suo sdrammatizzare.
Cosa faresti, se qualcuno riuscisse a... farti cambiare idea... definitivamente? 
Si è trattenuta a faticosamente dal dire salvarti
Povera, tenera ragazzina.
Felix ci pensa un po' su, poi soffia un anello di fumo fuori dalla finestra.
Scriverei una canzone per lei, penso.
Entrambi si accorgono che ha parlato di una lei, quando la domanda di Nix prevedeva soccorritori unisex.
Ma nessuno dei due commenta.
Lei alza gli occhi verso il soffitto, meditando.
E dopo aver fissato per un bel po' il poster degli Who che ha attaccato sopra il suo letto, spezza il silenzio che si è creato.
Se mai scrivessi una canzone per me, come la intitoleresti?
Lui la guarda divertito, senza dirle che a volte quegli stronzi cambiano pesantemente il titolo delle sue composizioni - "per renderle più accattivanti" (leggasi commerciali).
Psychotic snowgirl, risponde, in una scintilla di ispirazione.
Ehi! fa lei, tirandogli un dritto sul braccio, nello stesso punto dove l'ha colpito quella mattina.
Però si vede che ne è tremendamente felice.
Dolce, tenera ragazzina.
Crush, aggiunge poi, bloccandole le braccia, così che non possa più colpirla.
Disarmata, le sibila con un ghigno sardonico, mentre lei arrossisce. Dalla fatica della lotta, probabilmente.
Sviluppandosi, la piccoletta ha perso tutta la sovrumana forza esplosiva di cui faceva sfoggio nei fight club delle medie, quando ancora era magrolina, androgina e un po' sfigata.
E ora io disarmo te, risponde lei, spingendosi contro di lui con tutto il suo peso, fino a farlo cadere sul letto,  con la fronte schiacciata su quella di lui. Si è misericordiosamente trattenuta dal dargli una violenta testata - altrimenti si sarebbe fatta male anche lei. 
Ora i loro visi sono così vicini che Nix riesce a sentire il miscuglio di caffè, tabacco e cioccolata, tipico di Felix. Lui invece è stordito dalle vellutate note di vaniglia, crema di whiskey e cacao che promanano dalla ragazza - la voleva veramente, quella cioccolata, dannazione.
Poi la sigaretta di Felix si spegne contro la pelle eburnea della sorellina, che, per la scottatura, rotola via, sull'altra piazza del materasso.
Ca...volo, Felix! sbraita, non osando guardare il punto cisato, sul polso, a qualche millimetro dal palmo della mano sinistra. Credevo ti fosse caduta mentre combattevamo! Ahi...
Cioè preferiresti che invece di scottarti ti avesse incendiato il letto? le chiede lui, sghignazzando. 
Sei proprio un caso patologico. Fammi dare un'occhiata, su.
Lei gli porge il braccio colpito, e nel frattempo gli chiede, per distrarsi e non scoppiare a piangere per il fastidio o l'umiliazione: Come hai fatto, a tenermi ferme le braccia, senza farla cadere?
L'arma del delitto è ancora tra le dita di Felix, spenta ma ancora combustibile.
Anni e anni di pratica, gnoma dei boschi. Ah, niente di grave, un po' di crema e il bruciore passa... però ti resterà la cicatrice, scu...
DAVVERO? esclama lei, cambiando bruscamente espressione.
Sì, mi sa... colpa mi...
Ti amo, fratellone! fa lei, interrompendolo di nuovo, e lo abbraccia forte. Sembra quasi che abbia dimenticato il dolore. 
Poi salta giù dal letto, e corre in bagno, probabilmente a cercare una garza, e quella pomata di cui aveva sentito parlare quando una lontana cugina aveva avuto un piccolo incidente facendo un rito mistico con molte candele.
Wow, per l'entusiasmo ha detto la prima cosa che le è venuta in mente, pensa Felix, riaccendendosi la sigaretta, ma seduto sul davanzale della finestra, stavolta. 
Devono piacerle sul serio, le cicatrici.

Sunday, 20 January 2013

brother complex


Ehi.
Nix si volta, e per miracolo non ribalta la pila di libri che sta trasportando.
Ehi, gli fa eco.
Felix si appoggia alla porta, e abbassa gli occhiali quel che basta perché lei possa guardarlo negli occhi.
Me ne daresti un po'? Dopo la nostra conversazione... ne ho proprio bisogno.
Lei arriccia il naso, pensosa.
Mmmm... no, risponde, e gli fa la linguaccia. 
Poi comincia a distribuire i libri tra gli scaffali.
Non li mette in ordine alfabetico, né secondo il genere. 
In base al colore della copertina? tira a indovinare Felix.
Lei annuisce, senza badargli granché, e continua la sua disposizione.
Un ordine estremamente soggettivo, osserva lui.
Nix non si scompone.
L'unico che mi sembri appropriato, per questo caso, spiega, senza preoccuparsi troppo della sua opinione.
E poi, lui è Felix. Ha dovuto convivere anni, con le sue particolarità.
Lui dà un occhio al comodino della "sorellina" - una torre di dischi in vinile, di gruppi vari, principalmente rock inglese; una cannuccia bianca e nera, ancora nella sua confezione sigillata; una tazza decorata a tazze; il libro Come risolvere le proprie compulsioni: imperfezione e ossessione, su cui un post-it con scritto E perché mai si dovrebbero risolvere?, e una vecchia confezione di aspirine, vuota, adibita a contenitore di bigliettini dei biscotti della fortuna. 
Sei venuto a cercarmi solo per questo? chiede lei, quando ha finito, fingendosi oltraggiata solo all'idea.
Felix fa un passo in avanti, e si ritrova immerso nel Paese delle Meraviglie.
Oh, dai, sorellina, la tua è la migliore dello Stato, è risaputo! la liscia lui, esasperando il tono supplichevole.
Lei ridacchia.
Su di me in giro non è risaputo proprio niente. Ah, tieni, su! Ma solo perché é da tanto che non ti fai vedere da queste parti, cede, alla fine. Si inginocchia ai piedi del letto, e senza guardare allunga una mano sotto il materasso, tirando fuori una scatoletta di latta. La apre, e lancia un quadratino del contenuto al "fratello".
Alla crema di whiskey, direttamente da St. James' Gate.
Felix la ringrazia con un inchino, e si posa lentamente il pezzetto di cioccolata sulla punta della lingua.
E dopo averlo assaporato a lungo, fa le fusa.
Nix, sei una dea. Il mio piccolo idolo bacchico.
La ragazza fa finta di niente, per fare la tosta, ma si vede a un miglio che è esaltata da quelle parole.
Le è proprio mancato, quel cazzone bohemien.
Felix si siede sul suo letto, come ai vecchi tempi, quando abitava ancora lì e veniva a scroccarle i libri sostenendo che lui avrebbe potuto scriverne di ben migliori, e lei lo imita, ma a una certa distanza.
Quello che ha saputo dal fotografo, l'amico che ha salvato il suo fratellone dall'overdose... bé, sono passate settimane e lei non ha ancora capito che effetto le ha fatto.
Guarda Felix, che a sua volta la guarda, col suo ghigno beffardo e i baffi di cioccolato, l'ombra di barba di due giorni, e la sua solita camicia bianca spiegazzata sotto la giacca nera lisa... Faceva sul serio, quando ha mandato giù quella roba, o era una delle sue solite stronzate da artista?
Felix si rimette a posto gli occhiali, che da prima gli sono scivolati verso la punta del naso, e torna a guardarla, probabilmente meditando una qualche frecciata.
Sei cresciuta tutta ma le tette continuano a latitare, eh? dice dopo qualche secondo, notando il minuscolo reggiseno bianco-nero-borgogna abbandonato sulla sedia, in un angolo della stanza.
Ecco, appunto.
Ah, sta' zitto, non puoi parlare delle mie misure finché non mi avrai provato l'adeguatezza delle tue...
Nix fatica a finire la battuta, perché a un tratto è distratta.
Per la prima volta, guardandolo, ha pensato che Felix è bello, sul serio.
...Lil' Fil.
Allora taglia corto, e se ne va via dalla camera, senza neppure provare a inventarsi una scusa.

Proprio azzeccata, quest'illuminazione adolescenziale del cazzo.

Sister / Morphine


Cristo... Mi sembra di aver appena ucciso la mamma di Bambi, dice Felix, poggiandosi la mano sulla fronte, come se gli fosse esplosa ora una forte emicrania.
Nix è stanca, sente il sonno pesarle sulle palpebre e appesantirle la carcassa, ma riesce a sogghignare.
Rilassati, hai ucciso Bambi, non sua madre, mettiamola così, sibila. Un divertimento un po' aspro.
Lui si leva la mano dalla faccia e si gira a guardarla. L'altro braccio lo tiene piegato, tra la testa e il cuscino.
Per fortuna, commenta, prendendola in giro.
Si vede a un miglio che morirebbe dalla voglia di fumarsi una sigaretta.
Guarda che puoi accenderla, mugugna Nix, a cui iniziano a chiudersi gli occhi.
Dà un'occhiata alla sveglia elettronica, che lampa a intermittenza da quando sono entrati. Le 3.13.
Come la targa di Paperino.
Felix la fissa come se fosse Brigitte Bardot apparsa nuda in un enorme bicchiere di Vodka Martini, senza olive.
Davvero? fa, a metà fra la sorpresa e l'estasi.
Lei alza le spalle, per quanto le permetta la posizione, e si gira su un fianco. Ancora in direzione di Felix, anche se preferirebbe dargli la schiena e non vederlo per un po'.
Si sentono entrambi a disagio.
Cristo, ripete Felix. Non si accende la sigaretta, anche se Nix era sincera, quando gliel'ha detto.
...Almeno è stato bello? chiede, in un mormorio di vergogna. 
Ha come la sensazione di no.
Lui sgrana gli occhi, come se fosse sconvolto da quella domanda. Strano vederlo senza Ray-Ban, pensa lei.
Scherzi? è stata una delle migliori esperienze che un uomo possa sognare.
Lei vorrebbe sorridere, e credergli, ma non ci riesce.
Il sesso con la propria sorella? 
Fare l'amore con una vergine, la corregge lui, bruscamente.
Non sono fratelli. Com'è ora a entrambi evidente. Per fortuna. Ma è comunque...
Strano, sussurra lei. L'imbarazzo è palese, per tutti e due, e adesso che è tutto finito quell'atmosfera intensa e drammatica che si era creata prima, quando si sono baciati per la prima volta, è evaporata.
Fuma la tua Gaulois, tranquillo, dice poi, non sentendolo ribattere.
Poco prima lui era dentro di lei, le ha chiuso gli occhi in un bacio a fior di labbra, è venuto... e anche se a lei faceva troppo male per scoprire cosa fosse l'orgasmo, ha tremato un poco sotto di lui, e intrecciando le dita attorno al suo collo lo ha sentito finire. Poi lui l'ha stretta dolcemente, sfiorandole la fronte con le labbra, ed è uscito, per stendersi al suo fianco, in un silenzio sfinito.
Felix aveva il preservativo, che dopo un po' si è alzato a buttare, ma lei comunque si era data una pulita con un Kleenex, senza osare guardare. Sapeva che ci sarebbe stata qualche goccia di sangue, o forse un pochino di più, là sotto, e che poteva aver macchiato il lenzuolo. Ma solo il pensiero ora le fa girare la testa, quindi meglio aspettare.
Il suo imene a pezzi su quelle lenzuola... Non ci vuole pensare.
Allora era così che ci sente, dopo. 
Un bacio all'uomo che in quell'attimo pensi di amare, e subito dopo una voragine aperta nel cuore.
Felix riderebbe, per il doppio senso.
Nix si augura intensamente di non avere davvero una voragine spalancata, là sotto. Brrr.
Dubita che farà di nuovo sesso, a breve.
Con Felix, soprattutto, che sembra traumatizzato dall'accaduto. 
Proprio quando pensa di girarsi dall'altra parte, e dormire un sonno vuoto e misericordioso, Nix sente la mano di Felix toccare la sua. Apre il palmo, e lui la stringe.
Non ne ho voglia, grazie, dice lui, e basta.
Nix ci mette un po' a ricordarsi cosa gli ha detto.
Gli lancia un'occhiata fugace. Lui le sorride.
Sembra un po' meno angosciato, rispetto a poco fa.
Lei sente un improvviso calore salirle alle guance. Ricambia.
Allora, le lenzuola ce le portiamo via... le vuoi nascondere tutte, o tagliarne via solo un pezzo? le chiede lui, allegramente.
Nix s'illumina, colpita dalla sua premura. Non se lo aspettava... che lui pensasse anche a questo, per lei.
Le voglio bruciare, annuncia, decisa. 
Lui solleva un sopracciglio, colpito. Poi annuisce, comprensivo. Mi piace.
Così nessun altro le potrà avere, e il ricordo resterà per sempre solo a me, spiega lei, con l'entusiasmo di una bambina.
A noi, ribatte lui.
A quel punto Nix si sente felice. Veramente. 
Grazie, dice sottovoce a Felix, sperando che lui non la senta. Ma lui la sente, e sorride. Strano vederlo sorridere, pensa lei.
Sono felice che sia successo con te, aggiunge, ormai che è in ballo.
Lui non la prende per il culo, per una volta. Anch'io, risponde.
Non potevi scegliere uomo migliore, effettivamente, dice poi, ammiccando.
Oh-oh-oh! fa lei. 
Vero, ammette però.

Adesso, quando vorrai di nuovo ucciderti... vieni da me e scopami, invece.
Così vorrebbe dirgli, e convincerlo a fare.
Ma non osa, e non pensa di valere tanto - non potrebbe mai reggere il confronto, per lui, con una bottiglia di Johnny Walker e un flacone di pillole pieno.
Anche se, anche solo per un attimo, Nix vorrebbe non ricordarselo.

Wednesday, 9 January 2013

Psychotic snowgirl crush


Psychotic snowgirl trembling
Into her gloomy ice
She's cuddling all my body, she's freezing me, she's smart
- she covers me with snowflakes, and tears my heart apart.
She's so cold and white, waiting in the sad night
Somebody who could melt her, and let her spirit free...
That's why she's always carrying
Long matches cut from tree.
She's made with burning beauty
And frosted glass on light
- she's mad because she loves me
And fights her own delight.
Psychotic snowgirl laughing
While her dark core dies,
She's pining for a black swan
Whom she killed, and cries.
Why would I long to heat her, and warm her drunk blood up?
Because she's lovely and crazy, and I don't want her to get fucked.
Psychotic snowgirl crying,
Your tears the wind wastes bad:
Don't crack your soul like that
- just wait for me and winter,
We'll never could be far.


Tuesday, 8 January 2013

Felix domesticus


Nix si appoggiò al bordo del tavolo, soddisfatta della missione compiuta.
Il roastbeef stava finalmente cucinandosi in forno, e aveva un aspetto magnifico. Tutta la famiglia sarebbe stata contenta.
Stava per accendere un fiammifero, giusto per il gusto di guardarlo bruciare fino allo stremo, per poi spegnerlo a mezzo millimetro dalla punta delle sue dita, quando il suo fratellone entrò in cucina.
Bé, Felix non era letteralmente il suo fratellone, ma dopo tutto quel tempo lei si sentiva parte del caotico clan in cui era non nata, ma cresciuta.
Ehi, NewYorkNixNivis, comme en ça va? Pensavo fossi scappata di nuovo dalla finestra.
Lei rise, tirandogli un dritto in piena spalla.
Ma dai, credi che in due anni non sia riuscita a inventarmi una psicosi nuova, e più interessante? Hai davvero una bassa stima di me, fratellone.
Due anni, da quanto Felix era andato a vivere nei dintorni di Sunset Boulevard. Si era proprio seduto sulla bocca dell'Inferno, come aveva commentato Nix quando aveva saputo della sua imminente partenza.
Non avrebbe potuto cadere più distante di così dalla verità - ma Felix sperava che non sarebbe mai giunto il momento di smentirla.
La abbracciò, e lei si lasciò catturare, schiacciandosi contro la camicia bianca a sbuffo, leggermente aperta sul petto, del fratello.
Ho sentito che hai cercato di ucciderti, testa di Uncino, miagolò Nix, quando l'abbraccio fu terminato.
Felix avrebbe voluto lasciarsi andare a un gestaccio di esasperazione, ma si limitò a sospirare.
Ho sentito che la dai via come se ne avessi troppa, ribatté, ma la sua sorellina sapeva scegliere tatticamente quando rivelarsi vulnerabile, e quando no.
Felix vide i suoi grandi occhi tra il verde e il castano (melma di palude, secondo la fiera definizione della loro proprietaria), e sentì la tentazione di darsela a gambe. Ecco, in quel momento la vulnerabilità era decisamente off.
Se anche fosse vero - e so che stai bluffando, perché di me dicono in giro esattamente in contrario -, beh, non sono cazzi tuoi, no? E comunque...
Felix le lanciò un'occhiata lasciva, scherzando. Come no?! Zuccherino, sai che avrei sempre anelato... a prendere il primo fiocco, e le accarezzò il collo con l'aria di un vecchio galante marpione.
Lei stette al gioco, e con un onesto rossore da verginella sulle guance si sventolò il viso - che pareva scottare davvero - con la mano. Già, in mancanza del tipico ventaglio da gattamorta.
Allora, mio caro... non devi perdere la speranza. Sai che mi preservo da sempre per te... fratellone.
La conclusione stonò parecchio, ed entrambi rimasero interdetti, in imbarazzo.
Nix stava per distrarsi - i fiammiferi, nascosti nell'ultimo ripiano della dispensa, la stavano chiamando a gran voce, lo sentiva. Ma quel cazzone doveva subire una bella lavata di capo, da lei almeno! Se no ci avrebbe riprovato, prima o poi, poco ma sicuro.
Nix conosceva Felix. Sapeva che dove lei riusciva a fare un po' di luce coi fiammiferi norvegesi, lui invece ricorreva all'alcol, di solito, o alle sigarette. Di solito.
Il problema risorgeva quando le Gauloises finivano, e i tabacchini si prendevano tutti il week-end libero.
Così, Nix riprese a fulminare il suo fratellone con lo sguardo, fino a quando lui non cedette.
Già, cocktail di pillole, qualche mese fa. Michael mi ha trovato in tempo, e fatto vomitare tutto. Una doccia e sono tornato come nuovo. Non c'è un vero perché, aggiunse, anticipandola. Nulla di più pesante di dover spiegare cosa ti porta a farti uno shottino con l'intero flacone dei tuoi barbiturici preferiti.
Nix non gli tirò una sberla, come invece Felix si sarebbe aspettato. Mani inspiegabilmente forti, per essere così piccole.
Non gli tirò una sberla, bensì lo afferrò per il nodo - già in via di disfacimento - della cravatta. Lo tirò con la sua solita sovrumana forza esplosiva, costringendolo ad abbassarsi fino a finire con la faccia dritta davanti alla sua.
A questo punto, Felix si sarebbe aspettato un generoso sputo, un bolo nato dal fatale incontro tra saliva e catarro da non-fumatrice, dritto negli occhi - o un bacio appassionato, che però era fuori discussione, visto che si trattava della sua sorellina.
Ciò che non si aspettava, era di sentire il profumo di rhum e vaniglia di Nix alterargli la coscienza, mentre la guardava nei suoi grandi occhi di melma e si accorgeva che la piccoletta era cresciuta, davvero.
C'è un vero perché per non farlo, però. Almeno uno, penso. E sarebbe un peccato sprecarlo, gli sibilò, guardandolo negli occhi con una luce intensa che lui non aveva mai visto.
Come le fiamme che crepitano piano nel bosco, poco prima di raderlo del tutto al suolo.
Sei posseduta? le avrebbe chiesto, fino a qualche mese prima. Ora però non ne aveva proprio voglia.
Che avesse davvero... perso la sua innocenza? Felix avrebbe preferito non pensarlo, ma ormai l'aveva fatto.
Qualcuno chiamò Nix dal salotto, e lui rimase lì imbambolato, con la stretta della cravatta che gli bruciava sul collo, a guardarla saltellare via, chiedendosi che cazzo fosse successo alla piccola Neve.
Ah già, bentornato! gli cinguettò lei, trotterellando via.