Cercando nel labirinto degli specchi

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Friday, 1 September 2023

Gorno

Tagli, iniezioni, sevizie, tortura:

Con la violenza, la noia non dura! 

Ma se volete, c'è pure la guerra, 

Che con il sangue fertilizza la terra?

Monday, 5 November 2018

Friday, 31 August 2018

Flogging cross

Da quest'immagine...


... a questo ciondolo:
   Fustigation cross 

TWS

(Tiusty's print from Wikimedia Commons - arigato; thanks to Nicole from the lovely charm:https://www.etsy.com/it/shop/TheMoonlightMyth - thanks)

Tuesday, 31 July 2018

Creatività e tortura

Il linguaggio sta alla base della storia, della programmazione e del controllo sociale. Ma con il linguaggio arrivano dicerie, menzogne, propaganda, stereotipi e regole coercitive. Il nostro notevole spirito creativo ha prodotto la grande letteratura, il teatro, la musica, la scienza e invenzioni come il computer e Internet. Eppure, la medesima creatività può essere pervertita nell'invenzione di stanze della tortura e tecniche di sevizie, in ideologie paranoidi e nell'efficiente sistema nazista di sterminio di massa. In ciascuna delle nostre speciali qualità è insita la possibilità della sua controparte negativa, come nelle dicotomie amore-odio, orgoglio-arroganza, autostima-autoavversione.

Ph. Zimbardo, L'effetto Lucifero
Raffaello Cortina Editore, Milano 2008, 
p. 349

TWS

Wednesday, 20 June 2018

La crocifissione secondo Mason Verger

"Un'altra anomalia è che la figura è infissa alla croce con chiodi che passano attraverso i polsi, invece che attraverso le palme delle mani."
"È così che bisogna fare" intervenne Mason. "Bisogna inchiodarli ai polsi e usare grossi dadi di legno per fissare i chiodi, altrimenti i tessuti si smollano e il corpo comincia a ondeggiare. Io e Idi Amin l'abbiamo scoperto per via diretta, quando una Pasqua, in Uganda, abbiamo rimesso in scena l'intera faccenda. Il nostro Salvatore, in realtà, era inchiodato ai polsi. Tutti i dipinti con la Crocifissione sono sbagliati. È a causa di un errore di traduzione fra la Bibbia in ebraico e quella in latino."


Thomas Harris, Hannibal

Mondadori, Milano 1999, 
pp. 258-259

TWS

Wednesday, 2 May 2018

Pera dell'Angoscia

pear of anguish
Pera dell'Angoscia (nota anche come p. orale, vaginale e/o rettale)
alla mostra Venice Secrets di Venezia


TWS
(grazie C0C0)

Wednesday, 28 February 2018

A monster, a sadist, a murderer

Sebastian Moran tied up
handcuffed Sebastian Moran
Sebastian Moran tied up and handcuffed
Vinnie Jones in "Elementary"
Vinnie Jones legato
Vinnie Jones with bleeding mouth
Vinnie Jones in "Elementary" s01e12
Vinnie Jones in manette
Holmes vs Moran
Sebastian Moran vs Sherlock Holmes
...all of those, but I'm not a liar
sul punto di cavargli gli occhi
Vinnie Jones with open shirt

Sorry for the long post, here's some bandages:

wounded Vinnie Jones
Vinnie Jones in bandages

All of those, but I'm not a liar:
Sebastian Moran vs Sherlock Holmes
in 
Elementary s01e12

TWS

Thursday, 4 January 2018

Thursday, 23 November 2017

L'autotortura come evasione da sé

Dobbiamo considerare ora un metodo strettamente fisiologico di evasione dall'io isolato. Il mezzo della punizione fisica. La violenza distruttiva, sintomo finale dell'"ebbrezza di massa"non è invariabilmente diretto all'esterno. La storia della religione è ricca di racconti spaventosi di autoflagellazioni, automutilazioni, autocastrazioni, anche autouccisioni collettive. Queste azioni sono conseguenza del "delirio di massa" e vengono compiute in uno stato di frenesia. Molto diversa è la punizione corporale intrapresa privatamente e a sangue freddo. Qui l'autotortura è iniziata da un atto della volontà personale; ma risulta (in alcuni casi perlomeno) in una temporanea trasformazione della personalità isolata in qualcosa di diverso. In se stesso questo qualcosa di diverso è la coscienza, così intensa da essere esclusiva, del dolore fisico. La persona che si tortura si identifica col dolore e, diventando meramente la consapevolezza del suo corpo dolorante, viene liberata da quel senso di colpevolezza passata e di frustrazione attuale, da quell'ansietà ossessionante circa il futuro, che costituisce tanta parte dell'io nevrotico. Vi è stata un'evasione dall'io, un passaggio discendente in uno stato di puro tormento fisiologico. Ma l'autotormentatore non ha bisogno necessariamente di rimanere in questa regione di coscienza interpersonale. Come colui che fa uso di "vana ripetizione" per andare oltre se stesso, egli può essere capace di usare questa temporanea alienazione dall'io come ponte, per così dire, verso l'alto nella vita dello spirito. 

A. Huxley 
I diavoli di Loudun

Mondadori, Milano 1980, p. 315

Thursday, 10 August 2017

Non ci sono più i carnefici di una volta!

"[...] La medicina classifica approssimativamente questa fame di lerciume nelle regioni inesplorate della nevrosi, e lo può fare visto che nessuno sa veramente che cosa sia questa malattia di cui tutti soffrono; certo è che in questo secolo i nervi vacillano alla minima scossa più facilmente che una volta. Rammenta, per esempio, i particolari forniti dai giornali circa l'esecuzione dei condannati a morte: ci rivelano che il boia lavora con timidezza, che è sempre sul punto di svenire, che soffre d'alterazioni nervose quando deve decapitare un uomo. che pena quando lo si confronta con gli invincibili torturatori dei vecchi tempi! Quelli ti chiudevano la gamba in una calza di pergamena bagnata che si ritraeva davanti al fuoco e ti tritava piano piano le carni, oppure ti ficcavano dei cunei nelle cosce e ti spezzavano le ossa; ti fracassavano i pollici delle mani nelle morse a vite, ti tagliavano strisce di epidermide dalla schiena, ti rivoltavano come un grembiule la pelle del ventre; ti squartavano, ti infliggevano il supplizio della corda, ti arrostivano, ti cospargevano di grappa infiammata con faccia impassibile e nervi saldi che nessun urlo, nessun lamento poteva scuotere! Poiché quegli esercizi erano piuttosto faticosi, dopo il lavoro avevano solo una gran fame e una gran sete. Era gente sanguigna ed equilibrata, mentre adesso..."

Joris-Karl Huysmans, Laggiù, nell'abisso
Internòs Edizioni, Città di Castello 2008, 
pp. 274-275