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| I don't heal I scar TWS |
Cercando nel labirinto degli specchi
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Monday, 23 March 2026
they said I was gross, they didn't look under my scabs
Labels:
abbiamo già parlato del sangue,
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sudario,
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Sunday, 31 August 2025
Monday, 11 August 2025
Friday, 8 August 2025
Posey in AI
Sotto terra, nessuno può sentirti urlare...
Living Dead Dolls IRL - Posey Becomes a Real Girl
TWS
&
Starryai
Tuesday, 15 July 2025
pensando alla croce imbottita
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sangue,
seesaw sickness,
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spiked bug
Monday, 7 July 2025
it's been emo
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a testa in giù,
bianco e porpora l'amore,
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sangue
Sunday, 15 June 2025
Adhesive Therapy
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cuore,
cure me,
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ideal (insanity and scars),
injured,
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lacrime nere/lacrime di sangue,
medicine cabinet,
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rosso cupo,
sanguinare,
stitches,
unhealth,
violenza rituale
Wednesday, 11 June 2025
Monday, 2 June 2025
Bandaged Heart Emo Tycoon
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grazie!,
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sickened,
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sorry :(,
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Monday, 5 September 2022
Monday, 29 November 2021
Sunday, 1 May 2016
Fr. Karras dying again
Tuesday, 16 September 2014
stop playing with cross
Saturday, 12 October 2013
Thursday, 15 November 2012
Needle-freak
Non so come ho iniziato, ma ora ci sono immersa.
Una vasca di aghi, mi pungono dappertutto.
Dev'esserci il mio corpo, là in mezzo, da qualche parte, io non lo sento più.
Non so cosa ci sia, alla fine di quegli aghi... a un'estremità ci sono io, con gli occhi del tutto svuotati - ricordo di aver pianto, e molto, prima di finire in mezzo a quest'inferno.
Aspettate, non... non è questo l'inferno. L'inferno è stato prima!
L'inferno mi ha inghiottita, succhiata e risputata - ora non ho più l'anima, mi sento assai leggera!
Rido - almeno credo, non sento più me stessa. Forse la mia bocca è in un altro continente, oppure... è rimasta a terra, e io ormai sto volando. Non avere coscienza fa miracoli, non vi pare?
L'inferno è stato prima, adesso sono nel Limbo.
Mi guarderei attorno, ma non mi servirebbe - e poi non sono più molto sicura di avere ancora un corpo.
La mente c'è, okay, c'è ancora, o forse non c'è mai stata, ed io non potrei accorgermi, se l'avessi persa o meno.
C'è qualcosa che ho perso, sì, questo è proprio vero.
Quando ho premuto il grilletto, mi sono fatta saltare. Il cuore non era mio - non quello che il proiettile ha attraversato. La testa non era mia - non quella in cui vige la pazzia. Io cosa avevo? Coraggio?
No, no, io solo l'ho ammazzato.
Tutto il resto, è colpa di J.
...lo è, vero?
Una sensazione, eccola. Lunga, stretta, sottile, come una serie di punti - fusi insieme da un fresco tubicino di metallo. Sembra metallo, perché mi scorre dentro senza una piega. Senza calore, umano o artificiale. Poi mi pizzica la vena. Qualcuno mi sta versando dentro un sé di Coca Cola.
Sono in una cella, son sotto una campana di vetro antiproiettili.
Davanti a me c'è l'Ombra. Un orco? Il grande Satana?
Vedo che non sorride, sotto la maschera nera. Orecchie a punta. Armatura. Ora forse mi spegne.
Poi non vedo più niente, perché non voglio vedere.
Mi sveglio senza anima, in un letto di ospedale.
Gli infermieri, son sette - o meglio, sette erano. I loro corpi rivestono il pavimento - sulle piastrelle lucide, la loro smorfia stravolta riluce opalescente. Una cosa mi colpisce, una sola: le loro labbra sono di rosso arrossate - come se il loro principe li avesse risvegliati.
Le vetrate, la porta da cui sarei stata protetta - tutto in frantumi, un mosaico che brilla sotto di me.
Il mio letto è perfetto - le lenzuola, inamidate, profumano di buono. E sono di me macchiate.
Sudore, cerotti, plasma, antidoto a qualcosa... un attimo, sono viva! ripenso con terrore.
Qualche attimo ancora, e tornerò a sentire.
Invece no.
Sulle labbra... ho un dollaro d'argento.
Sulla pelle, più niente... sono mummificata.
Mi svolgo col pensiero - i segni del flagello mi cingono ma non sono bastati a riscattarmi.
La mia vita per la sua... l'affare, direi, è saltato.
Accanto a me una rosa, ma beve acqua di porpora - da quegli stessi fiumi in cui sarò rinata.
Forse, però, è per Harley... penso, e non parlo.
Harley è morta, fa qualcuno - nella mia testa, o oltre?
Ecco di chi, quel cuore!
E qualcosa è più chiaro.
La rosa prende a brillare - non chiedo per chi brilla. Non credo però comunque... che essa brilli per me.
Non ho espiato un cazzo
Con la mia punizione.
Una vasca di aghi, mi pungono dappertutto.
Dev'esserci il mio corpo, là in mezzo, da qualche parte, io non lo sento più.
Non so cosa ci sia, alla fine di quegli aghi... a un'estremità ci sono io, con gli occhi del tutto svuotati - ricordo di aver pianto, e molto, prima di finire in mezzo a quest'inferno.
Aspettate, non... non è questo l'inferno. L'inferno è stato prima!
L'inferno mi ha inghiottita, succhiata e risputata - ora non ho più l'anima, mi sento assai leggera!
Rido - almeno credo, non sento più me stessa. Forse la mia bocca è in un altro continente, oppure... è rimasta a terra, e io ormai sto volando. Non avere coscienza fa miracoli, non vi pare?
L'inferno è stato prima, adesso sono nel Limbo.
Mi guarderei attorno, ma non mi servirebbe - e poi non sono più molto sicura di avere ancora un corpo.
La mente c'è, okay, c'è ancora, o forse non c'è mai stata, ed io non potrei accorgermi, se l'avessi persa o meno.
C'è qualcosa che ho perso, sì, questo è proprio vero.
Quando ho premuto il grilletto, mi sono fatta saltare. Il cuore non era mio - non quello che il proiettile ha attraversato. La testa non era mia - non quella in cui vige la pazzia. Io cosa avevo? Coraggio?
No, no, io solo l'ho ammazzato.
Tutto il resto, è colpa di J.
...lo è, vero?
Una sensazione, eccola. Lunga, stretta, sottile, come una serie di punti - fusi insieme da un fresco tubicino di metallo. Sembra metallo, perché mi scorre dentro senza una piega. Senza calore, umano o artificiale. Poi mi pizzica la vena. Qualcuno mi sta versando dentro un sé di Coca Cola.
Sono in una cella, son sotto una campana di vetro antiproiettili.
Davanti a me c'è l'Ombra. Un orco? Il grande Satana?
Vedo che non sorride, sotto la maschera nera. Orecchie a punta. Armatura. Ora forse mi spegne.
Poi non vedo più niente, perché non voglio vedere.
Mi sveglio senza anima, in un letto di ospedale.
Gli infermieri, son sette - o meglio, sette erano. I loro corpi rivestono il pavimento - sulle piastrelle lucide, la loro smorfia stravolta riluce opalescente. Una cosa mi colpisce, una sola: le loro labbra sono di rosso arrossate - come se il loro principe li avesse risvegliati.
Le vetrate, la porta da cui sarei stata protetta - tutto in frantumi, un mosaico che brilla sotto di me.
Il mio letto è perfetto - le lenzuola, inamidate, profumano di buono. E sono di me macchiate.
Sudore, cerotti, plasma, antidoto a qualcosa... un attimo, sono viva! ripenso con terrore.
Qualche attimo ancora, e tornerò a sentire.
Invece no.
Sulle labbra... ho un dollaro d'argento.
Sulla pelle, più niente... sono mummificata.
Mi svolgo col pensiero - i segni del flagello mi cingono ma non sono bastati a riscattarmi.
La mia vita per la sua... l'affare, direi, è saltato.
Accanto a me una rosa, ma beve acqua di porpora - da quegli stessi fiumi in cui sarò rinata.
Forse, però, è per Harley... penso, e non parlo.
Harley è morta, fa qualcuno - nella mia testa, o oltre?
Ecco di chi, quel cuore!
E qualcosa è più chiaro.
La rosa prende a brillare - non chiedo per chi brilla. Non credo però comunque... che essa brilli per me.
Non ho espiato un cazzo
Con la mia punizione.
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