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watching porn among angels TWS (so so sorry my dear) |
Cercando nel labirinto degli specchi
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Thursday, 26 March 2026
Wednesday, 11 March 2026
musa necrotica
Senza arte né arti
Sterile, monca Solo aborti, mai partiFriday, 11 August 2023
Beelzebub
On the subject of dead little things
I'll tell you what to me it would mean
It's a source of sick inspiration
Being fueled by some weird-ass tentation
It's a muse made of scars, blood and waste
- let me advise you, you should have a taste!
Tuesday, 14 January 2014
Tortured babe
To everything there is a torture
TWS
(la ragazza, ritoccata da mr Coconutter, viene da http://kasiniste.forumcommunity.net/?t=16686173 e non so chi sia l'autore; la ruota della tortura da www.9112.com - thanks!)
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tortura,
tortured babe,
verde,
viola e verde,
vittima e carnefice,
wheel of torture
Monday, 10 June 2013
Maquémusa
Ti copri gli occhi con le ali,
Ma quelle ali non sono le tue:
Divori anime e le spacci per fragole
-
ma quale musa, tu sei solo un
Bluff!
Siedi imbronciata su una pila di cadaveri,
Brontoli e gli angeli
Ti portano il tè.
♔
Friday, 31 May 2013
Tuesday, 28 May 2013
Saturday, 13 October 2012
Rose marce
Devi... smetterla... di scrivere... DI ME!
Dice la Musa, barcollando a destra e sinistra davanti a me.
Ha un coltello, un bel coltello da cucina, bello (e) affilato, intarsiato con qualche umido rubino.
Ah, no, sono goccioline. Di sangue.
La Musa mi ha incatenato ai piedi del letto. Sento gli anelli delle catene che tintinnano, ogni volta che mi irrigidisco, quando la Musa scatta in avanti per urlarmi addosso.
La Musa si ferma, finalmente, ma è un attimo.
Capito? chiede, piano, tremando un po'. Hai... CAPITO?! ... sì? aggiunge, guardandomi con gli occhi arrossati, pieni di speranza. E odio. E voglia di uccidermi lentamente, senza lasciarmi neppure il privilegio di urlare.
Una lacrima mi scivola lungo la guancia. Odio quella sensazione di bagnato. Vorrei asciugarmi il viso, ma ho le mani impegnate.
Non po... mormoro. Non posso, concludo, in fretta. Sto iniziando a parlare come la Musa.
Che non puuuooiii sibila a sua volta, fremendo di rabbia.
Che abbassa gli occhi sulla maglia che indosso, e cambia ancora una volta.
Non puoi, ripete, lentamente, in tono pensoso. Il suo coltello è ancora sospeso nell'aria, immobile, puntato contro di me. La punta della lama, a un soffio dalla mia bocca. Poco più avanti del punto dove la lacrima si è fermata.
Smetto di respirare, il mio cuore smette di battere. Il mio cervello non dà segni di attività.
Resto tesa, in attesa.
Il coltello cade, la lama si schianta sul pavimento, tintinnando come una campana a festa in quell'enorme, vuota, gelida stanza.
La Musa cade, il suo corpo crolla, in ginocchio sul pavimento.
Ad un passo da me.
La Musa piange, e dal suo viso gocciano stille bianche e rosse.
Rimango sospesa, coi polsi che bruciano sotto quelle catene, e piango anch'io, ma in silenzio, piango dentro.
Non possiamo, vero? penso, e non dico.
La Musa ora tace, persa nella sua croce, e il mio inferno è ormai il suo, ora sa.
Dice la Musa, barcollando a destra e sinistra davanti a me.
Ha un coltello, un bel coltello da cucina, bello (e) affilato, intarsiato con qualche umido rubino.
Ah, no, sono goccioline. Di sangue.
La Musa mi ha incatenato ai piedi del letto. Sento gli anelli delle catene che tintinnano, ogni volta che mi irrigidisco, quando la Musa scatta in avanti per urlarmi addosso.
La Musa si ferma, finalmente, ma è un attimo.
Capito? chiede, piano, tremando un po'. Hai... CAPITO?! ... sì? aggiunge, guardandomi con gli occhi arrossati, pieni di speranza. E odio. E voglia di uccidermi lentamente, senza lasciarmi neppure il privilegio di urlare.
Una lacrima mi scivola lungo la guancia. Odio quella sensazione di bagnato. Vorrei asciugarmi il viso, ma ho le mani impegnate.
Non po... mormoro. Non posso, concludo, in fretta. Sto iniziando a parlare come la Musa.
Che non puuuooiii sibila a sua volta, fremendo di rabbia.
Che abbassa gli occhi sulla maglia che indosso, e cambia ancora una volta.
Non puoi, ripete, lentamente, in tono pensoso. Il suo coltello è ancora sospeso nell'aria, immobile, puntato contro di me. La punta della lama, a un soffio dalla mia bocca. Poco più avanti del punto dove la lacrima si è fermata.
Smetto di respirare, il mio cuore smette di battere. Il mio cervello non dà segni di attività.
Resto tesa, in attesa.
Il coltello cade, la lama si schianta sul pavimento, tintinnando come una campana a festa in quell'enorme, vuota, gelida stanza.
La Musa cade, il suo corpo crolla, in ginocchio sul pavimento.
Ad un passo da me.
La Musa piange, e dal suo viso gocciano stille bianche e rosse.
Rimango sospesa, coi polsi che bruciano sotto quelle catene, e piango anch'io, ma in silenzio, piango dentro.
Non possiamo, vero? penso, e non dico.
La Musa ora tace, persa nella sua croce, e il mio inferno è ormai il suo, ora sa.
Wednesday, 19 September 2012
Nihil
Lei se ne è andata.
La musa se ne è andata, e io non avuto il tempo per salutarla.
Svanita nel nulla, si è riassorbita dentro di me.
Un fiore era strisciato fuori dal mio cuore, era sorto con rami d'edera che avviluppavano la gabbia vuota dove soffiava una volta il mio spirito - e ora tutto è cenere, cenere sterile cui sono tornata.
Non ho più l'ispirazione.
Cioè, sono inutile.
Inutile e persa, scomposta in mille e mille particelle, un pulviscolo allergenico che non riesce a rifarsi corpo.
Non ho di chi scrivere
- perché non sono più niente
- nessuna passione, che mi faccia tremare di me.
Riposa In Pace, remoto caos ormai composto.
La musa se ne è andata, e io non avuto il tempo per salutarla.
Svanita nel nulla, si è riassorbita dentro di me.
Un fiore era strisciato fuori dal mio cuore, era sorto con rami d'edera che avviluppavano la gabbia vuota dove soffiava una volta il mio spirito - e ora tutto è cenere, cenere sterile cui sono tornata.
Non ho più l'ispirazione.
Cioè, sono inutile.
Inutile e persa, scomposta in mille e mille particelle, un pulviscolo allergenico che non riesce a rifarsi corpo.
Non ho di chi scrivere
- perché non sono più niente
- nessuna passione, che mi faccia tremare di me.
Riposa In Pace, remoto caos ormai composto.
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