Disinfetti la lattina di birra col fazzoletto sporco delle tue lacrime. Dovrebbe essere questo il segnale d'allarme, no?
Invece pensi solo alla puzza della sigaretta abbandonata sotto il letto, a mo' di bastoncino di incenso, mentre le rose dietro al cristallo sporco sembrano reliquie fatte di cenere spenta. Di solito non fumi, ma oggi vorresti darti fuoco. Nessuna fenice, nessun dente d'oro.
Passi la punta delle dita tra le tue gambe, e rabbrividisci. Quel rosso caldo... ce ne vorrà, di tempo e di garza. Un sacrificio, ma gradito a chi? Ti ci abituerai, forse, in futuro.
Pianto e sangue e materia fecale,
Con la corda al collo risalgo le scale. Canticchi un momento, poi basta.
Ricordi la sua cravatta, blu come... il colore più caldo? Ew. Quante sciocchezze dicono i meme, ti dici e mangi senza fame. Pane senza sale, un corpo senza Cristo.
Hanno ucciso il tuo Dio, e cos'hanno fatto di te? Un abominio.
Cercando nel labirinto degli specchi
Showing posts with label blue. Show all posts
Showing posts with label blue. Show all posts
Wednesday, 11 March 2026
That's from the Bible
Wednesday, 18 June 2025
Saturday, 26 April 2025
Tuesday, 9 June 2020
Sunday, 8 March 2015
Rosa blu in barattolo
Labels:
blu,
blue,
blue roses,
canned rose,
petali,
rosa
Monday, 16 December 2013
Manhattan White Snow
Monday, 9 December 2013
Hikikomorti
Labels:
blue,
cuore,
cuore bucato,
cuore spento,
dritto al cuore,
fantasma,
ghostheartedsmiley,
hikikomori,
hikikomors,
hikikomorte,
hikikomorti,
morte,
nero nel cuore,
tainted blue
Sunday, 7 July 2013
Saturday, 1 June 2013
Tuesday, 21 May 2013
Notte-notte nonsense
Nudo cian
I
Nudo cianotico
I
Puffo seviziato
I
San Sebastiano in attesa delle frecce
I
Sangue di mirtillo
I
Sangue blu
I
Succo blu
I
Mestruo nobile
I
Innocenza violata di notte
I
Stupro e zaffiro
I
Catene di velluto,
Manette bagnate di china
I
Sadosurrealismo horror
I
Amore & More,
Anelli nudi alla laida luna
.
.
.
Associazioni di parole
-
A delinquere.
(è sempre savio sognare con la luna accesa)
Tuesday, 22 January 2013
Münchausen Iced Tea
Quindi, temo di essere innamorata di te.
Una bomba H dal nulla, brillata nel ghiaccio artico.
Doc appoggia con calma la tazzina sul piattino, si pulisce educatamente gli angoli della bocca col tovagliolo ricamato da una sua antica ava secoli prima, e alzando gli occhi dal bignè bianco a Munchies afferma gravemente: Oh.
I secondi passano interminabili, ed è ora Munchies a spostare lo sguardo su quel bignè, che probabilmente esploderà a breve sotto i raggi del loro imbarazzo.
Lei si trattiene faticosamente dallo scusarsi. Lui, sembra paralizzato dallo shock.
Temevo che sarebbe successo, Munchies ha il terrore che Doc dica, da un momento all'altro.
Ma lui si limita a abbassare lo sguardo, di nuovo, e il pasticcino si trova al centro dell'attenzione di tutti i partecipanti al Tea Party.
Cioè, loro due.
Ti ringrazio. Davvero... Non capisco perché.
Lei, freddata dalla suprema cortesia di Doc, non sa che dire.
Sapeva che era un sentimento ovvio e a senso unico, e non si aspettava certo di finire tra le sue braccia. Tuttavia, proprio a causa di questo sentimento naturale e senza speranza, non può ignorare il bruciore che sente dentro.
Come ammoniaca su un taglio fresco, suppone, per quanto non abbia mai avuto la ventura di provare.
Per procurarsi la sua dose di autolesionismo quotidiana, Munchausen solleva la testa, e studia l'espressione di Doc.
Anche lui ha rialzato gli occhi, non sorride, e nel suo tait bianco fa risaltare il blu della sua anima così nitidamente da fare male. Come una lama nel burro ammorbidito dal sole primaverile, quel ciano fosforescente scorre senza difficoltà nella carne del cuore di Munchies.
Non ho mai pensato di essere qualcosa che si potesse amare.
Lei neanche avendone la forza saprebbe cosa obiettare.
Aspetta, esausta, sulla sedia, chiedendosi se Doc le fornirà qualche altra delucidazione. Intanto sente la sua anima gocciolare giù da lei, spandendosi in una larga pozza rosso cupo sul pavimento.
È così: Doc è bianco e turchese, Munchies bianco e borgogna.
Io faccio, e ho sempre fatto... solo soffrire. Non c'è nulla in me che non sia un male, per gli altri. Lo so da quando ero piccolo... ed è per questo che mi sono smascherato e nascosto. Io... ti ringrazio. Non posso capirti, però, aggiunge, esitando, con un sorriso debole e triste che inizia presto a sfumare.
Sembra quasi che anche lui voglia scusarsi, pensa Munchies, e poi cancella e riavvolge il pensiero.
Doc non voleva ferirla, ma se è triste, lo è per sé stesso, e non per lei, lo sa.
Quello che negli esseri umani è il senso di colpa, per Doc è la malinconia di una ferita sognata durante l'infanzia.
Non mi capisco neanch'io, risponde lei, e ogni parola è come un parto di parecchi gemelli, morti.
Solo che per me sei straordinario. Sono stata egoista e ho scaricato il peso su di te, con questa confessione. Almeno per questo devo scusarmi, scusa.
L'ultima parola le striscia sulla lingua più tremula delle altre, e si screpola appena lei la pronuncia.
Adesso sarebbe arrivato il momento di scappare, ma Munchies non vuole, e non ce la fa.
Qualsiasi cosa faccia, non potrà mai perdere nulla, agli occhi di Doc.
Perché per lui lei è nulla.
Perfino Doc capisce che non è il caso di commentare.
Rimangono tutti e due a tavola, in silenzio, a guardare senza vedere l'ultimo pasticcino dedicato a Florian.
La cioccolata bianca al mirtillo si raffredda, intatta, tutta sola.
Friday, 18 January 2013
Wanna know how you got these scars
Me le sono meritate, dice Doc, sereno.
Il problema è che nessuno si sarebbe permesso di farmele, perciò... ho dovuto punirmi da solo.
Raccoglie un pezzo di stoffa dalla scrivania, e lo passa sulle lenti degli occhiali.
Ma sono un po' come un trofeo, aggiunge, dopo averci pensato un po'.
I suoi occhi si puntano di nuovo sull'obiettivo.
Nello schermo, appare un sorriso di Doc, in bianco e nero.
Solo le sue iridi sembrano restare a colori. Come un laser attraverso la macchina fotografica.
Perché dimostra che io ho fatto ciò che tutti gli altri sognavano, ma non osavano fare.
Click!
Non serve flash. Il viso di Doc irradia già abbastanza luce.
Vo...volevano farti male... ferirti?
Un bianco diafanizzante, che prima inverte i colori, e poi ne dà il negativo diasarmato.
Doc ride. Un unico, singolo ah!, scocca nell'aria e subito si dissolve nel silenzio, come una scintilla.
L'hanno anche detto... Desideravano che io non fossi mai nato.
L'obiettivo si sfoca. Nei suoi occhi, come una nebbia che sale leggera sul mare.
Friday, 28 December 2012
Wazzup, doc?
Ti svegli dopo una notte insonne, tra le lenzuola troppo stropicciate, e zuppe di sudore.
Devi bruciare quel letto, a questo punto è solo un focolaio di contagio.
Non hai chiuso occhio, se non per qualche minuto - una manciata di secondi ogni tanto, nel corso di una lunga notte inconclusa.
Il buio è ancora lì dentro. Anche se fuori, oltre il vetro spesso delle finestre antiproiettili, il sole splende con le sue abbaglianti lame di luce.
Non vuoi uscire. Non puoi più uscire.
Il bianco ti incenerirebbe, lo senti.
Scosti con disgusto le coperte, liberandotene. Resti in mutande nella penombra della camera.
Il materasso ora è troppo molle, lo stesso materasso che per tutta la notte è stato duro e freddo come la tua lapide.
Ti guardi in giro, svogliatamente, perché devi farlo - dovresti cercare i tuoi occhiali, ma in fondo trovarli per te non cambierebbe niente.
Hai i boxer a smoking, che classe. Quel bianco e nero da pinguino risalta e esalta il tuo corpo quasi diafano. Fa impressione, quanto sei pallido - potresti tranquillamente essere morto da un po', e lo sai.
Porti le mani alla cicatrice, pensieroso.
Sì, è davvero strano, che uno come te sia ancora vivo.
Lasci le dita ai bordi del vecchio taglio, come Pollon quando sorride.
Sembra talco ma non è - serve a darti l'allegria, canticchi tra te e te. Eggià.
Ti concedi un sorriso stirato, e guardi lo specchietto ricoperto di polvere sul tuo comodino. E dire che una volta avevi la decedenza di fare certe cose in bagno, Doc.
Adesso neppure lo zucchero a velo ti fa venire la voglia di alzarti.
Dev'essere per questo che sei diventato così magro.
Questo, oppure le tue continue iniezioni.
Credi di essere l'incarnazione perfetta dei Pesci, vero Doc?
Poi dai un'occhiata alla porta, e quella ti appare come una minacciosa grata fatta di spesse sbarre. Come in una prigione, o in un tombino. O in qualche bizzarra catacomba.
Ripensi a quello che ci troveresti dietro, alla Corte dei miracoli che attorno ti sei attirato.
A quella ragazza, che vive e muore per te.
- ed ecco che arriva il primo conato.
Tutto quell'amore... il suo amore... ti riempie il cuore di nausea.
Non potrai mai tornare a uscire da qui.
Sepolto vivo nel blue.
Subscribe to:
Posts (Atom)





