Cercando nel labirinto degli specchi

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Saturday, 29 February 2020

The Devil Anatomy

Radiografia del quindicesimo arcano dei tarocchi
Scheletro del quindicesimo arcano maggiore dei tarocchi:
Radiografia infernale

TWS

(pieces of the initial puzzle: bat wings from ClipartKey; goat skull from ShutterStock ; goat feet from Journal of Experimental Biology ; true lover's knot from Royal Museums Greenwich ; human skeletons from Quagga Illustrations and desenio.ch - arigato)

Thursday, 12 December 2019

Friday, 6 December 2019

Krampus (and its Victim) Anatomy

Krampus' bones
Scheletro di Krampus (e della sua preda)

TWS

Buon giorno di san Nicola!



(adult skeleton from forgotten source; child skeleton from MedicalExpo ; crooked witch broom from Amazon ; chains w-handcuffs from Costume Cauldron ; 
cow feet from Pinterest ; ram horns from 123RF - danke)

Friday, 19 April 2019

Il grande internamento

Stickman tied to hospital bed
Introducing Weber:
Stickman on Restraining Bed

Grazie Olly e grazie Weber!

TWS

p.s. Ispirazione per il ciondolo: Khoon Lay Gan's Vector - Execution Death Penality Punishment Modern Methods Stick Figure Pictogram Icons on 123RF - awesome, congrats!

Wednesday, 31 October 2018

Tuesday, 3 February 2015

anguished pear of anguish necklace

Pera (collare)
(ciondolo di pera dell'angoscia, miniatura in versione oro e in versione argento,
 ideata per linea di gioielleria sado-sadico-steampunk, mausolei della tortura e monili-monito)

TWS

N.B. ciondolo (possibilmente) funzionante ma (auspicabilmente) non lesivo

(pear of anguish from iqool.com ; chain and handcuffs from shutterstock.com - merci)

Sunday, 21 December 2014

Colomba da Rieti

Cominciamo con il tentativo di violenza su Colomba da Rieti, raccontato da uno dei suoi confessori, padre Sebastiano degli Angeli. Giovedì 21 agosto 1488, la ventunenne Colomba decise di offrire un pranzo a dodici familiari e amici, e perciò chiese al padre un agnello. Egli fu molto contento perché Colomba era stata acutamente anoressica per diversi anni, molti dei quali aveva trascorsi rinchiusa in una piccola cella dentro la sua casa. Il pranzo andò bene e anche Colomba mangiò con piacere; solo quando chiese di lavare i piedi di ognuno dei suoi ospiti, tutti capirono che l'invito non era un segno di guarigione ma un nuovo esperimento di pietà. Si era comportata anche prima in modo molto strano. Dopo la riunione, Colomba andò nella sua stanza e sprangò la porta. Il giorno dopo la madre si meravigliò di non vederla di nuovo in piedi, ma attribuendo il suo sonno prolungato ai festeggiamenti della sera prima, aspettò fino a mezzogiorno per chiamare la figlia. Poiché Colomba non rispondeva, la madre si preoccupò, tanto più che per molte settimane erano state viste in cielo strane comete. Con il marito sfondò la porta e trovò vuota la cella che la figlia si era costruita; sollo il suo abito di terziaria domenicana era piegato accuratamente a terra, a forma di croce. Come era uscita e come era fuggita attraverso le porte sbarrate della città? Dove poteva aver trovato altri vestiti? Dove era andata? Anni dopo padre Sebastiano fece a Colomba le stesse domande, ma lei non poté rispondere, con la scusa che era stata in preghiera per tutto il tempo.
Tra il popolo sorsero voci che era andata all'eremo di un santo vicino a Foligno e poi con lui a Spoleto. Altri dissero di aver visto la giovane nei boschi seguita da un gigantesco cane nero simile a un'ombra. Comunque Colomba era sulla strada verso Spoleto, a buoni quaranta chilometri o più da casa. Qui, un uomo dalle gentili apparenze la invitò a casa sua a mangiare un boccone e fare un po' di riposo. Dopo che l'uomo le ebbe assicurato che in casa c'erano la moglie e le figlie, Colomba si accompagnò volentieri a lui verso una rustica casetta. Vedendo che in casa non c'era nessuno, l'uomo le disse di aspettare perché sarebbe andato a cercare i suoi familiari. Invece ritornò con due giovanotti, portando provviste per far baldoria e bere. A quanto pare i tre uomini pensavano che Colomba fosse una giovane nobile napoletana di nome Chiaretta, ingannata da un falso monaco che l'aveva indotta a fuggire con lui, e per il cui riscatto il padre aveva bandito una bella ricompensa.
Quando gli uomini si accorsero di avere la ragazza sbagliata i loro pensieri passarono dai soldi al sesso. In principio le offrirono gioielli e bei vestiti; poi tirarono fuori i coltelli, minacciando di ucciderla se non avesse resistito. Il corpo di Colomba diventò rigido come marmo, e non la poterono smuovere pur usando tutte le forze. La giovane li avvertì dell'offesa a Dio che stavano commettendo e delle atroci, eterne punizioni che avrebbero subìto all'inferno, ma tutto fu inutile. Gli uomini cominciarono a strapparle i vestiti e si fermarono soltanto momentaneamente quando sentirono un tintinnio che a loro sembrò di monete nella sua tasca, ma che invece era il rumore del suo crocifisso che batteva sul suo flagello mentre gli assalitori la spingevano violentemente. Poi le tolsero gli abiti, spogliandola e lasciandola con la cintura di ferro larga tre dita in cui stringeva i suoi fianchi nudi e il cilicio con due catene di ferro legate al collo e incrociate sul petto. La vista di questi strumenti di atroce autopunizione e del suo corpo segnato dalle fustigazioni raffreddò presto la loro libidine, e i due giovani bruti scapparono via mentre l'uomo più anziano si gettò in ginocchio e implorò preghiere da lei per la sua moglie defunta e per le figlie che erano ora in convento.
Colomba, rassicurata, si sentì di passare lì la notte e la mattina dopo l'uomo anziano la ricondusse alla strada maestra e le fece raggiungere un gruppo di donne che si dirigevano anch'esse verso Foligno. Altri pericoli aspettavano la giovane santa, quando una banda di cacciatori ribaldi videro nelle donne una facile preda. Uno di questi cercò di infilare la mano sotto i suoi vestiti, ma un improvviso dolore al cuore lo fece fremere e si ritrasse piangendo e chiedendo perdono. Altri predoni stavano in agguato per tenderle un'imboscata e violentarla "per amore o per forza", ma Colomba ebbe l'ispirazione di fermarsi inosservata presso una statua della Madonna posta sulla strada; così quando la banda chiese alle altre donne dove si fosse nascosta, loro risposero onestamente che non lo sapevano.

R. Bell, La santa anoressia, 
Laterza, Bari 1987, pp. 177-178

Saturday, 22 March 2014

Sii tu il nostro rifiuto

Silenced Siren

TWS

(siren body art tattoo from www.pinterest.com ; ball and chain from www.vectorstock.com - danke)

Tuesday, 21 May 2013

Notte-notte nonsense


Nudo cian
I 
Nudo cianotico
I
Puffo seviziato
I
San Sebastiano in attesa delle frecce
I
Sangue di mirtillo
I
Sangue blu
I
Succo blu
I
Mestruo nobile
I
Innocenza violata di notte
I
Stupro e zaffiro
I
Catene di velluto,
Manette bagnate di china
I
Sadosurrealismo horror
I
Amore & More,
Anelli nudi alla laida luna
.
.
.
Associazioni di parole
-
A delinquere.


(è sempre savio sognare con la luna accesa)

Friday, 17 May 2013

High (mis)Understood Priestess

A tutte le unità!
- questa è molto meno che un'esercitazione: -

Blogger indie cioè sconosciuta guida rivolta di bambole di porcellana rotte contro i clown che non piacciono a nessuno:
Scrivere è inutile, queste le sue ultime parole degne di nota, mentre inveendo contro il seme volante degli alberi libera nel bel mezzo di un campo gli spaventapasseri, per rubarne le croci. 
Croci trifogliate, croci trilobate, croci e trilobiti, croci trifolate!
Croci ovunque, nel suo mondo: dai polsi al collo, una crociata che si cruccia incrociando le fiamme con chiunque sia abbastanza distratto da assecondarla. Tenete gli occhi aperti, giovani telepati, la prosa lirica automatica è tornata ed è più strisciante che mai! 
L'allarmante soggetto in questione, posticciamente affetto da un grave e palese caso di disturbo fittizio a base di schizotimia, OCD e dermotillomania (attenzione, non è detto che sia la propria, la pelle che strapperà via), è facilmente riconoscibile per l'abbigliamento da gothic lolita boho-grunge accidiosa, gli indumenti maschili, e la fosca presenza mentale volatile. 
Colleziona cicatrici e bustine di zucchero ben ordinate, si rinfresca con lunghe lame di luccicante acciaio, e proferisce verbo per stordire i passanti e dar aria alla sua altra personalità, da settimane ormai tenuta in ostaggio dentro il suo cuore umido e angusto - è armata e affatto pericolosa, tenete gli occhi aperti, ma occhio che non ci rovesci cera sopra! 
Per smascherarla, mettete in disordine gli oggetti disposti sulla tavola, appoggiate la birra sul tavolo senza sottobicchiere, cantate musica pop italiana, o, per andare a colpo sicuro (ma solo nelle situazioni più disperate), lasciate in bella vista stuzzicadenti, fogli di carta e fiammiferi. La belva si scatenerà, e voi, se non vi farete distrarre dagli ipnotici riti con cui il soggetto ricompone a suo modo la realtà, potrete agevolmente sedarla.
Per disarmarla basta del giallo fosforescente-neon, delle manette belle (e) strette, e un pugno di macarons verdi. Il trionfo del kitsch kawaii kidult - uh oh, troppe k.  
Kokori!

N.B. la sua ossessione per il BIANCO
è seconda solo a quella per la purezza,
l'innocenza, la neve e Biancaneve.
Non per niente se ne va in giro blaterando da giorni di quanto le donerebbe la camicia di forza di Arkham.

Placare, non mescolare.
Attenzione. 
Prodotto fortemente instabile. Tenere lontano dalla vista dei bambini, e dalle fonti di luce e calore. 

Uomo avvisato, mezzo incendiato.

Thursday, 25 April 2013

Eight hundred heights


Ovvero, la divisa della sacerdotessa presuntuosa. 
Cose che mi rende felice indossare:


1. I travestimenti da Harley Quinn, da maid, e da Biancaneve. Innocenza distruttiva, amore puro e insano, chibi beauty gone wrong.
Anche perché adoro >

2. I corsetti. Forse non ho il fisico, ma a me comunque piacciono.

3. Le croci. Orecchini, ciondoli, t-shirt (> croce a Τ... ihih... No. Intendevo le decorazioni stampate sulla t-shirt .-.), tatuaggio... La ragazza delle croci.
Anche la Cross Punisher di Nicholas D. Wolfwood potrebbe piacermi. Ma si tratterebbe di un accessorio da usare, non da indossare. Proprio come >

4. Gli accendini. Le candele. I fiammiferi. Tutti accesi, rigorosamente. Se no inizio a fibrillare, e mi si asciugano le fauci.

5. I boxer, le magliette e i reggiseni con stampe grafiche cartoonose e dai colori acidi. Molto "kidult" e molto cool. Magari qui non dovrei dirlo. Ma nessuno scoprirà mai cosa dico.

6. Qualsiasi cosa con stampa a righe. Meglio se >

7. In bianco e nero.
Magliette alla Pugsley Addams, per esempio. Calzetti optical, pigiami da carcerato.
Gli orecchini ad ammanita muscaria. Il mio braccialetto navy. Il tartan punk o un po' emo.
Bianche (ma non solo), le ampie camicie da uomo, e le calze. Neri, gli stivali da soldato o pirata, e i giubbotti.
Rose nere in campo bianco.
Ma questa era particolarmente scontata, perché vivo la mia vita à pile ou face (cit.), si sa.

8. Le borchie? Concettualmente.
Si vedrà.

9. I guanti, bianchi in pizzo, bianchi à la gentleman, oppure di pelle, viola.

10. Le catene - sugli stivali, al collo, al polso, magari come un bracciale a forma di manette.
D'argento, meglio. Brillano, e sono più fredde.

E dato che due punti qui sopra non ne fanno uno, le cime sono giusto otto - gli spunzoni di un letto di spilli.

 Di ciò, a chi importava?
Ma a moi, naturalmente.

X . x, 
TWS

♣


Tuesday, 16 April 2013

Five fetish flowers (ovvero, ciò che m'ispira di più ora)


♣ il numero 5. 
Ecco perché il titolo parla di 5 fiori, mentre le fisse sono molte di più.

✁ le rose, che sian bianche o siano blu.
Altro che Regina di Cuori, tremate al cospetto della Donna di Fiori. Tagliatele le vene!

Il Courier, il  Black Letter, e il carattere delle vecchie macchine da scrivere.

♔ il bianco. 
E il nero. Perché l'uno non può esistere senza l'altro, e insieme stanno da Dio. 
Come la neve, Biancaneve e l'inchiostro.

Le croci. 
Simbolo di negazione, sacrificio, tortura, amore. 

Le catene.
Non penserete mica di inchiodarmici, a quella croce - non è questo il caso... vi pare?

L'argento.
Perché no? 

La Ale, è spettacolare. Dolce, schiumosa, rossa di un ricco rosso cupo.
Come bere il sangue di un cherubino strafatto di acido, mi ritrovo inspiegabilmente a pensare.

Le fiamme, le schegge di vetro, le lame.
Open your heart to me, darling. Light my fire.

Le maschere, le carte, le pose, e l'ego che non hanno dietro, e che le cambia a caso.

L'innocenza, e di contro, la più curata crudeltà.

Un bacio sognato, 
Un bell'incubo,
Spezzato.

Joker. Loki. (That was unexpected)
 Something green, something mean.

Twisted Scared Snow.


Saturday, 23 February 2013

Facciamo che sono Lottie


But tied to a chair you won't go anywhere,
There's a lot I can do to with a freak...

(The Who, Cousin Kevin)


Faceless Lottie Baskerville torturing a faceless stuffed toy




A personal take on Lottie Baskerville from Pandora Hearts
(Jun Mochizuki's Pandora Hearts, vol. 6, inside cover - a little customized by my)


How cute would you be, strapped to that Inquisitional Chair ?!?

Ah, il mio blog è la mia cartella clinica.
Ci rovescio dentro ogni input e ogni scarto, mescolo energicamente, e monto le mie fisime a neve.
My baby is a basket case, my baby is my High Undeground Priestess.

Anche qui, un miscuglio informe di bianco e rosso, italiano e inglese, delirio di grandezza e self-hatred, buttato lì come se non ci fosse un lettore.
Forse è per questo che qui confesso tutto.
Perché so che nessuno lo verrà mai a scoprire.

Chissà perché, ma quegli stessi torturatori a cuor leggero che non riesco a reggere,
nell'arte, in certa arte, mi affascinano.
Probabilmente, è perché sono il mio perfetto opposto. 

Loro mi schiferebbero, eppure mi attraggono.

Oups, I meant chair.

♡

p.s. don't hurt animals. Rabbits, nor other species.
No one deserves it.