Cercando nel labirinto degli specchi

Showing posts with label Vierge folle. Show all posts
Showing posts with label Vierge folle. Show all posts

Monday, 1 July 2024

santa anoressia


Il cibo non serve:

Ti nutri d'amore;

Tu pensi a Lui

 ⁃ ti sanguina il cuore.

Ti conto le ossa,

Tu sgrani il rosario

 ⁃ ricordi con pena il di Lui calvario.

La croce ti sazia,

La baci e la guardi

 ⁃ convinci i dottori che di pace ardi.

Nella cella, da sola, ti sei seppellita

 ⁃ la carne è prigione, la carne è sparita.


Sunday, 7 January 2024

Impazzita

 Immersa nel sangue fino alla vita

Tra le carcasse che l'han fatta finita

Da quando la fede in lei è svanita

Trascorre il suo tempo a bucarsi le dita.

Tuesday, 30 April 2019

Harley Quinn Anatomy

Harley Quinn's skeleton
Scheletro di Harley Quinn
 Dedicato a mr C0C0nu#3R 


TWS

(HQ hat from Harley Quinn: A Modern Harlequina on www.metmuseum.org ; mallet from Popcultcha ; skeleton from plate XXXIII of Cheselden's Osteographia - danke!)

Sunday, 6 May 2018

Jordan from "London Boulevard"

... is the perfect roommate, in my humble opinion.
(The one played by David Thewlis in the London Boulevard movie, obviously.)

David Thewlis in "London Boulevard"

David Thewlis in "London Boulevard"

David Thewlis in "London Boulevard"

David Thewlis in "London Boulevard"

David Thewlis in "London Boulevard"

Jordan from "London Boulevard"
Sottoscrivo ancora una volta quanto ho scritto quattro anni fa.

TWS

Thursday, 23 November 2017

L'autotortura come evasione da sé

Dobbiamo considerare ora un metodo strettamente fisiologico di evasione dall'io isolato. Il mezzo della punizione fisica. La violenza distruttiva, sintomo finale dell'"ebbrezza di massa"non è invariabilmente diretto all'esterno. La storia della religione è ricca di racconti spaventosi di autoflagellazioni, automutilazioni, autocastrazioni, anche autouccisioni collettive. Queste azioni sono conseguenza del "delirio di massa" e vengono compiute in uno stato di frenesia. Molto diversa è la punizione corporale intrapresa privatamente e a sangue freddo. Qui l'autotortura è iniziata da un atto della volontà personale; ma risulta (in alcuni casi perlomeno) in una temporanea trasformazione della personalità isolata in qualcosa di diverso. In se stesso questo qualcosa di diverso è la coscienza, così intensa da essere esclusiva, del dolore fisico. La persona che si tortura si identifica col dolore e, diventando meramente la consapevolezza del suo corpo dolorante, viene liberata da quel senso di colpevolezza passata e di frustrazione attuale, da quell'ansietà ossessionante circa il futuro, che costituisce tanta parte dell'io nevrotico. Vi è stata un'evasione dall'io, un passaggio discendente in uno stato di puro tormento fisiologico. Ma l'autotormentatore non ha bisogno necessariamente di rimanere in questa regione di coscienza interpersonale. Come colui che fa uso di "vana ripetizione" per andare oltre se stesso, egli può essere capace di usare questa temporanea alienazione dall'io come ponte, per così dire, verso l'alto nella vita dello spirito. 

A. Huxley 
I diavoli di Loudun

Mondadori, Milano 1980, p. 315

Sunday, 10 July 2016

Saturday, 5 April 2014

Ridotte all'osso (ragazze internate)

Per molte di noi l'ospedale era un rifugio e una prigione. Se eravamo tagliate fuori dal mondo e da tutti i guai che lì ci divertivamo a provocare, eravamo anche tagliate fuori dalle richieste e aspettative che ci avevano condotto alla pazzia. Cosa ci si poteva aspettare da noi, ora che eravamo rinchiuse in una gabbia di matti?
L'ospedale ci difendeva da tutto. Dicevamo al personale di rifiutare telefonate o visite di tutti quelli con cui non volevamo parlare, genitori compresi.
"Sono troppo agitata!" piagnucolavamo, così non eravamo costrette a parlare con nessuno.
Fintanto che stavamo al gioco, non dovevamo cercar lavoro o andare a scuola. Potevamo sottrarci a tutto, tranne mangiare e prendere medicine. 
In uno strano modo eravamo libere. Avevamo toccato il fondo. Non avevamo nient'altro da perdere. Privacy, libertà, dignità: era tutto sparito, ed eravamo ridotte all'osso.

Susanna Kaysen, La ragazza interrotta, Corbaccio, Varese 1993, p.93

Sunday, 16 March 2014

Too many women, too little pills

Health Carey
(prescripted girl)
©©nu#3R + TWS


(girl and idea from American Beauty ; straightjacket inspired by www.yukidecross.deviantart.com/art/Straight-Jacket-320215852 ; pills from http://www.wallmay.net/Human_being/Hot_Girl/multicolor_artwork_pills_1563x776_wallpaper_39216 - thanks mateys!)