Cercando nel labirinto degli specchi

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Wednesday, 11 December 2019

Prince Charming Anatomy

Prince Charming's skeleton
Scheletro del Principe Azzurro
TWS

(skeleton of common frog from Alamy ; human skeleton back view from Dreamstime ; prince crown vector from Shutterstock - mersi)

Thursday, 11 April 2019

Fairy Anatomy

Skeleton fairy
Scheletro di fata

TWS


Ispirazione parziale dalla seguente definizione di Wikipedia, trovata il 10 aprile 2019:
Fairies on Wikipedia
(https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_hybrid_creatures_in_folklore#Partly_human)

(child skeleton from vintage engraved illustration from Larive and Fleury, Dictionary of words and things, 1895 ; Death Head Moth from imagenesmi.com - gracias)

Sunday, 7 October 2018

Regina delle fate dal sembiante piuttosto inquietante

Deadly fairy
Sick-le
(make it sickler)

TWS

(quote from H. Jeanmarie, Dioniso, see previous post; parts inspired by various vectors found on public images websites - danke)

Friday, 29 June 2018

Briar Rose and Snow White

La Bella Addormentata bacia Biancaneve
Bacio da fiaba

TWS
N.B. 
Entrambe le principesse sono tratte da coloring pages ritraenti la scena in cui giacciono morte/addormentate
da ciò i tag. 


Aurora viene da hellokids.com ; Biancaneve da colorinpages7.com - thx

Monday, 26 October 2015

Cradle (variant) (variant)

Fatina senza braccia a cavalcioni di un ascia da guerra 
+
variazione sul tema (double headed double fairyed battle axe)

TWS

(fairy silhouette from www.dreamstime.com ; double headed axe from www.thespecialistsltd.com - thanks)

Wednesday, 28 January 2015

La fata del carnaio

Angelo, sì, ma delle decomposizioni e delle putredini
(O. Mirbeau, Il giardino dei supplizi,  
Poker d'Assi. Milano 1966, p. 4)
TWS
(Tinkerbell coloring sheet from www.funny-pictures.picphotos.net ; knife from www.essiebeex.blogspot.com - grazie)

Sunday, 7 July 2013

Wednesday, 5 June 2013

Thorns don't lie


Aurora nera


TWS




 
(original Disney's Sleeping Beauty coloring page from the VIII step of the instructions for drawing Aurora, on www.wikihow.com)


Wednesday, 29 May 2013

Monday, 29 April 2013

Sindrome dell'amor fantasma




C’era una volta una bella bambina, che una strega cattiva aveva fatto addormentare.

Viveva, cioè dormiva, da un’eternità in una bara, uno scrigno di cristallo fatto su misura per lei.

Dormiva, cioè esisteva, nella sua bella campana di vetro, nel bosco – cioè in una foresta fatta di rami contorti e brutti sogni intrecciati, in cui la luce del sole non passava mai. 
Solo la luna filtrava ogni tanto tra gli alberi, puntando il suo bianco fascio sulla splendida bara della bambolina di neve

La chiamavano così – o meglio, così l’avevano chiamata un tempo, quando ancora era viva… o meglio, quando ancora era sveglia – perché sembrava fatta proprio di porcellana esangue, come se, quando era nata, fosse già stata morta, davvero.

Se stava là, cioè sognava, da anni e anni, un infinito di lune, accompagnata nei suoi viaggi immoti solo dalla sua bellezza pura e senza colori, dal profumo dei suoi lucenti capelli neri, e dallo sguardo insonne del cielo.

Dormiva e sognava da quando la regina l’aveva deciso, e con una mela aveva sostituto il proprio cuore spezzato – spezzato da lei, dalla bambolina di neve, che coi suoi lucenti capelli corvini, e la sua pelle di porcellana esangue, col solo suo nascere aveva ucciso la regina, dentro.


E nei suoi sogni la bambolina viveva, cantava, con le sua labbra rosse del sangue che più in lei non scorreva, e si circondava di sette amici e di pace. 
In quei suoi sogni la bambolina viveva, cresceva, e amava – amava quello stesso principe che accanto alla sua bara vegliava, forse. 
...
Forse proprio quel principe che caduto sotto il candore della luna dolcemente si dissanguava, con nel cuore una scheggia della bara che da sempre custodiva il cuore della bianca bambolina, ella amava.

Il principe aveva vagato per tutta la sua vita in quella foresta tetra, senza arrendersi mai, alla ricerca di lei – e quando l’aveva raggiunta, era morto. A un soffio dal donarle il bacio che l’avrebbe riportata alla vita.          

O almeno questo era ciò che lei sognava.
In ogni caso, il suo principe era morto, proprio alla distanza di un bacio da lei, che dormiva, e non poteva saperlo.

O forse era tutto solo un fungo, e l’amore il frutto della sua inaccorta ingestione.


<...3

Friday, 5 October 2012

Il VI arcano.

C'era una volta un principe, che aveva un viso bello e sfregiato.
Nessuno, nel suo regno, conosceva il suo nome: il principe infatti si firmava solo con una carta da gioco.
I colori del suo regno erano il viola dell'uva che sanguina nella vendemmia, e il verde dell'acido in cui si sciolgono i brutti ricordi.
Era un principe solitario, che agiva da solo e amava stare solo - regnava solamente perché sapeva di dover tenere a freno un'umanità folle e stupida.
Un giorno salvò una fanciulla da una festa: la salvò solo perché lei scelse il drink più curioso - una pozione magica che, unica tra tutte a quella festa, non conteneva veleno, bensì gioia. E mentre lei sorrideva, stringendo tra le mani il calice d'argento in cui era stata infusa la magica pozione, pian piano tutti gli altri invitati, orchetti malvagi assetati di bassi vizi e sudore, succhiavano dal regno del principe ogni candore e felicità - il principe non poteva sopportarlo, e quindi ai loro intrugli aggiunse un ingrediente speciale, con cui avrebbe salvato il suo regno da quei mostricciatoli osceni.
Quando la fanciulla ebbe finito il suo cocktail, che aveva sorseggiato immobile contro il bancone, l'invalicabile barriera che separava il cuore suo dal cuore di quel principe vero, quando ebbe finito il suo drink, che aveva i colori dell'indaco degli occhi del principe e del verde Chartreuse del suo abito da Bella Addormentata, e abbassò gli occhi sulla carta che il principe le aveva lasciato per posare il suo bicchiere, si accorse che nell'aria aleggiava un profumo di zucchero, forse zucchero con un po' di whiskey e limone... e mentre raccoglieva quella splendida carta, troppo bella per essere ridotta a sottobicchiere, si accorse che a terra, sotto una nebbiolina color lime appena accennato, giacevano tutti, immobili, gli altri invitati.
Il principe che sola lei aveva riconosciuto, che aveva trascorso la notte con lei oltre quel bancone, davanti a lei travestito da cameriera francese, col bel volto dalle lunghe cicatrici nascosto dall'ombra e dal trucco, il principe le sorrise, e baciandole la mano che teneva la carta, un po' tremante, le bisbigliò che un giorno, presto, avrebbe adorato rivederla. Poi le aveva preso il bicchiere ormai vuoto, e fischiettando, come un barista indifferente, si era voltato e aveva cominciato pigramente a lavarlo.
La fanciulla aveva capito, e bisbigliando anch'io se n'era andata, senza guardarsi indietro, senza guardarsi intorno, seguendo la sua eco in quel labirinto di corpi, seguendo, a ritroso, la scia del profumo verde sempre più debole. Stringendosi al seno la bella carta dei tarocchi, la Sacerdotessa, che il principe aveva scelto per lei.
E così i loro destini, del Matto e della sua vestale, si erano fusi e incontrati quella notte.

La luna non c'era, quando i due si erano conosciuti.